lectio divina come si fa

Emergono, allora, i sentimenti dell’uomo di ogni tempo come il timore, la gioia, la sua speranza, la confidenza, la fiducia, ma anche, all’opposto, la paura dell’affidarsi, i suoi dubbi, la solitudine: sono i sentimenti che, forse, ritroviamo in noi stessi. Ricordo dei richiami già presenti in qualche lettera di S. Paolo? «Cosa dici a me, Signore, con queste tue parole?». Abbazia di Montecassino, via Montecassino s.n.c. Ad essa si è assicurato l’onore che merita nella preghiera pubblica della Chiesa. Ancora). Lectio Divina viene sempre sottintesa come ordinata, implicitamente o esplicitamente, alla Sacra Liturgia. L’icona di Maria, Vergine dell’ascolto. E’ la lettura e rilettura “intelligente” del brano che abbiamo davanti, per metterne in rilievo gli elementi portanti. Poi potete rimanere in un silenzio contemplativo, in compagnia di Dio, e tornare al testo quando lo riteniate giusto. Cerchiamo, piuttosto, di lasciare libertà di azione in noi alla Parola. . Nella meditazione si fa emergere la punta teologica del testo, il suo messaggio centrale, o comunque un suo aspetto che in quella concreta lectio divina si rivela “parlante”. In questo percorso, infatti, il lettore si affida progressivamente al testo, si lascia condurre e guidare dal brano ed evita il rischio di interpretarlo a modo proprio e far dire al testo, ciò che non vuole assolutamente dire… E’ un lavoro che esige tempo, per entrare in “confidenza” con una pagina biblica, per dialogare con il brano e renderlo vivo, anche con un l’ausilio di qualche sussidio. Insieme, in silenzio, si ascoltano le intuizioni interiori, le risonanze, i germi di vita che lo Spirito, a volte in forma ancora iniziale e incerta, suscita in ciascuno. La Lectio Divina prevede molte fasi: lettura/ascolto, meditazione preghiera e contemplazione. Dobbiamo leggere la Sacra Scrittura non come parola del passato, ma come Parola di Dio che si rivolge anche a noi e cercare di capire che cosa il Signore voglia dire a noi. Dice s. Girolamo: “Ignorare le Scritture è ignorare Cristo”. “Cerchiamo Colui che ci cerca”: contemplare è sentirsi raggiunti e amati da Dio; è guardare a se stessi, a tutti e a tutto con lo sguardo di Dio, con il suo stesso sguardo di Padre e non con il nostro occhio umano; è avere, . La sua voce è portatrice della gioia messianica: . La sua funzione, quindi, è compiuta, perché la Parola di Dio ci ha ormai raggiunti, ha preso dimora in noi e opera già in noi. Secondo la tradizione monastica, questo dialogare con Dio nella preghiera non deve essere lungo o elaborato, ma breve e intenso, semplice e umile, perché perseverando in essa, la domanda sia più incisiva ed efficace. Trascurandoli o svolgendoli disordinatamente si corre il rischio di una lettura sterile o addirittura controproducente. “Signore, cosa vuoi che io faccia?”, pregava s. Francesco d’Assisi. «Ecco: sto alla porta e busso. La Lectio divina è un cammino di unificazione della nostra persona e della nostra vita intorno “alla sola cosa di cui c’è bisogno” (Lc 10,42). Non dobbiamo mai dimenticare che la Parola di Dio trascende i tempi. Rosario O.C.D., “In ascolto di Dio”, Ed. In Gesù, il Padre tutto ci ha detto e ci ha dato. E’ l’intuizione che, al di là delle parole, dei segni, del fatto biblico, delle cose capite, dei valori emersi, c’è qualcosa di più, c’è un orizzonte immenso. © Ordine dei Predicatori Provincia San Domenico in Italia. Ritorna in qualche racconto del vangelo? Questi verbi, però, non esprimono anzitutto il conoscere come funzione intellettuale, o il vedere e l’ascoltare come azioni materiali, ma piuttosto come attività del cuore e della vita: si “conosce” Dio con il cuore, lo si sperimenta con la vita. Dovrebbe essere una tranquilla alternanza di azione (lettura e preghiera parlata, conversazione con Dio, per esempio) e ricezione (silenzio, riflessione, meditazione, ascolto di Dio e delle Sue parole). La collatio non è per la discussione né per la condivisione, ma per la comunicazione. Immagine perfetta della Chiesa, Maria si lascia plasmare dalla Parola di Dio: «Avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38). Le opinioni umane vengono e vanno. Dove? +39 392 8866365, Live il blog dell'Abbazia di Montecassino, La Cattedrale dell'Abbazia di Montecassino, La Tomba di San Benedetto e di Santa Scolastica, Donazioni, Offerte Ss.Messe e Lasciti Testamentari, Architettura e statue del chiostro bramantesco. E’ importante, “perché la Scrittura si legge con la penna e non soltanto con gli occhi”. Questo significa che un testo, per essere capito, ha bisogno di essere collocato dentro il con-testo del libro biblico a cui il brano appartiene ma anche nel contesto dell’intera Scrittura, cercando di coglierne la struttura, i personaggi, le azioni e le loro qualifiche, le parole chiave, domandandoci: Chi sono i personaggi che agiscono? Sottolineo ancora una verità fondamentale, a mio avviso. Maria è l’icona dell’ascolto fecondo della Parola: ella ci insegna ad accoglierla, a custodirla e a meditarla incessantemente: «Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19). “Se preghi, parli con il tuo Sposo. Non ci sono requisiti specifici per i testi da utilizzare durante questa pratica e neppure indicazioni che riguardino la quantità di letture che bisogna fare ogni volta che si pratichi la Lectio Divina. . La contemplatio non è astratta: comporta sempre l’azione. Quando si prega e si ama molto, quando si è presi, afferrati dalla rivelazione della vita e dell’amore di Dio, le parole quasi vengono a mancare e non si pensa più tanto ai singoli elementi del brano letto e a ciò che abbiamo compreso. Questa è la meditazione: non è una sterile autoaccusa o una tortura interiore. “Quando leggi la Parola di Dio, bisogna che ricordi di dirti senza interruzione: è a me che si rivolge, è di me che si tratta. È forse il dono più prezioso che lo Spirito ha fatto alla Chiesa del nostro tempo, quindi, fatto a noi, coscienti di avere una grande responsabilità nel mondo di oggi: annunciare il Vangelo. Il terzo momento è l’oratio, la preghiera. Nella collatio il protagonista principale è lo Spirito Santo, vivente nella Parola di Dio e nelle sorelle/fratelli. La Bibbia non utilizza i termini contemplazione e contemplare: ricorre di preferenza ai verbi conoscere, vedere e, soprattutto, ascoltare, il più usato nell’AT. Portando in noi la Parola di Dio, portiamo dunque in noi l’eterno, la vita eterna”, (Benedetto XVI, Udienza generale di Mercoledì 7 novembre 2007, cfr Osservatore Romano 8 novembre 2007), Mi rendo conto che il tentativo di presentare la Lectio divina potrebbe scoraggiare per l’impegno che comporta. La Lectio Divina è un metodo “ideato” da Guigo II Certosino. Il luogo privilegiato della lettura e dell’ascolto della Parola è la liturgia, nella quale, celebrando la Parola e rendendo presente nel Sacramento il Corpo di Cristo, attualizziamo la Parola nella nostra vita e la rendiamo presente tra noi. Dobbiamo essere convinti che l’incontro approfondito con la Sacra Scrittura e l’esperienza, – sono doni dello Spirito Santo, che attraverso la pratica continuata e assidua della Lectio divina, ci introduce “alla verità tutta intera” (, La Lectio divina è un cammino di unificazione della nostra persona e della nostra vita intorno. “Cerchiamo Colui che ci cerca”: contemplare è sentirsi raggiunti e amati da Dio; è guardare a se stessi, a tutti e a tutto con lo sguardo di Dio, con il suo stesso sguardo di Padre e non con il nostro occhio umano; è avere “la mente e il pensiero di Cristo” (1Cor 2,16). La lectio divina non è quindi una lettura che procede solo dalla Bibbia al credente, ma anche al contrario, perché influisce nel trasformare la vita di coloro che vengono toccati da quanto leggono. Si cerca una maggiore semplicità e disposizione ad ascoltare e non a parlare. Dapprima scegliete un testo su cui concentrarvi. Nella lectio divina leggo la Parola, essa mi porta l'amore di Dio, essa fa che il … 03043 Cassino (Fr), Italy, Centralino:  +39 0776311529email: info@abbaziamontecassino.orgPosta certificata:  montecassino@pec.it, Per contatti con la stampa o informazioni su eventi, Cell. E’ importante questa ricerca per capire il significato corretto del testo e non “uscire dal seminato”. La meditazione, poi, non è fine a se stessa, ma tende a farci entrare in dialogo con Gesù, a diventare preghiera. Le opinioni umane vengono e vanno. Noi leggiamo la Parola di Dio semplicemente per stare con lui, per ascoltare la sua voce: la Lectio divina è un incontro personale con Dio, un’esperienza di Dio, in essa avviene una comunione di vita con Dio, perché possiamo incontrarlo e sperimentarlo come il, . Allora con l’applicazione del testo a sé e di sé al testo inizia il dialogo e l’interazione tra il credente e la parola ascoltata. Nella pratica della Lectio divina, la cosa importante non è capire la Parola, subito e a tutti i costi, e “preoccuparsi” se un testo della Scrittura dice nulla… La prima cosa davvero necessaria è essere raggiunti dalla Parola, essere abitati dalla Parola, diventare dimora, tempio della Parola. Bisogna “crederci”, evitando di esprimere giudizi di valore prima di averla sperimentata. La storia e le situazioni vissute dai personaggi presenti nel testo diventeranno fonte di confronto con la nostra situazione e la nostra esperienza personale: in loro, troveremo noi stessi, scopriremo il nostro modo di essere e agire in profondità, ci conosceremo meglio. Contemplare è entrare in un rapporto di fede e di amore con il Dio di verità e di vita che in Cristo ci ha rivelato il suo volto, quel volto che ogni pagina della Bibbia ci svela. La Lectio divina E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro In tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 17/12/2020 – Aggiunta la condivisione del brano 38 Lc 8,26-39. 1 - Il termine Lectio Divina è davvero difficile da … Nota. Fare esperienza personale di Gesù, il Salvatore e Liberatore, cambia inevitabilmente la nostra vita, i nostri giudizi, i nostri criteri e diventa la confessione pratica, vissuta nelle nostre scelte quotidiane, che lui è il Signore della vita e della storia di tutti gli uomini, che è il Signore del mondo. E’ l’intuizione del Regno di Dio dentro di noi, è la certezza di essere stati “toccati” dalla grazia divina. “Lo Spirito, infatti, conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio” (1Cor 2,10). Che cos è la contemplazione? (principali o secondari). Ricordate che l'obiettivo non è portare a termine un certo numero di testi o letture, ma entrare in contatto con Dio attraverso la lettura delle Sue parole. E’ lo Spirito Santo che crea “simpatia” tra la Parola di vita, i fratelli, le sorelle e, attraverso ciascuno, la comunità. anno A 14 gennaio 2017 PADRE INNOCENZO GARGANO OSB Cam. Quando arrivate ad una parola o una frase che sentite catturi la vostra attenzione, fermatevi e ripetetela, memorizzatela e assorbitela. Quindi, applica tutto il testo a te” (Kierkegaard). Nella Parola la Chiesa trova “l’annuncio della sua identità, la grazia della sua conversione, il mandato della sua missione, la fonte della sua profezia, la ragione della sua speranza” (Sinodo 2008, Instrumentum Laboris, 12). E’ l’intuizione che, al di là delle parole, dei segni, del fatto biblico, delle cose capite, dei valori emersi, c’è qualcosa di più, c’è un orizzonte immenso. Bruno Forte, ibid.). Il brano, in ogni suo elemento particolare, è stato traccia, segno e mediazione della voce di Dio. Siamo abili a scappare da noi stessi, a “lasciar correre” pur di evitare qualcosa che ci dà fastidio, così come siamo molto accorti a giustificare i nostri comportamenti, per non cambiare abitudini. Non saremo mai possessori, padroni della Parola: siamo posseduti dalla Parola. Toggle mobile menu. Nella collatio si condividono le proprie debolezze, ma soprattutto le meraviglie che in essi compie la Parola di Dio. Dalla lectio si passa alla meditatio intesa come attività di ricerca della verità nascosta attraverso l'uso della ragione; la meditatio fa masticare e ruminare ciò che si è assunto con la lectio. “Un fatto simile a quello che sto analizzando, l’ho già trovato in qualche passo dell’AT? Ancora), A questo punto, la contemplazione è qualcosa di molto semplice. Si avverte il bisogno di guardare solo a Gesù, di lasciarsi raggiungere dal suo mistero, di. Se leggi, egli parla a te” (S. Girolamo). I cookie servono a migliorare il sito stesso e offrire un servizio più personalizzato. 2Questa era nel principio verso Dio. La Parola di Dio nasce dalla vita. E’ la lettura e rilettura “intelligente” del brano che abbiamo davanti, per metterne in rilievo gli elementi portanti. Concerto di Natale, coro multi-etnico di Bologna Mikrokosmos. . Lectio Divina a San Nicola. Molti monaci si oppongono a questo, sostenendo che la lectio è individuale e tale deve rimanere altrimenti diventa celebrazione della Parola, festoso ascolto collettivo. È a questa condizione che Dio si fa presente, rivela il suo cuore, quasi lo confonde con il nostro in una forte esperienza che ci matura e ci rende sempre più intelligibile la Scrittura nel suo messaggio più profondo. Nient'altro. Il passo successivo è: abbracciate il silenzio. Portando in noi la Parola di Dio, portiamo dunque in noi l’eterno, la vita eterna” (Benedetto XVI, Udienza generale di Mercoledì 7 novembre 2007, cfr Osservatore Romano 8 novembre 2007). Come già detto, il testo è mediazione, traccia, impronta di Dio, contiene la Parola: in questo modo, la Parola di Dio ci raggiunge, penetra in noi e prende possesso di noi. “Quando leggi la Parola di Dio, bisogna che ricordi di dirti senza interruzione: è a me che si rivolge, è di me che si tratta. E’ il momento del colloquio intimo tra Dio e il credente, del. Gradualmente le parole della Sacra Scrittura incominciano a liberarsi e la Parola si rivela davanti agli occhi del nostro cuore. La sua beatitudine è aver ascoltato e creduto alla Parola dell’Eterno: Ma per non cadere nell’individualismo dobbiamo tener presente che la Parola di Dio ci è data proprio per costruire comunione, per unirci nella verità nel nostro cammino verso Dio. La storia e le situazioni vissute dai personaggi presenti nel testo diventeranno fonte di confronto con la nostra situazione e la nostra esperienza personale: in loro, troveremo noi stessi, scopriremo il nostro modo di essere e agire in profondità, ci conosceremo meglio.

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